Ciliegio selvatico
Prunus avium
Famiglia: Rosaceae
Descrizione
Albero elegante, alto anche 20 m, ma non molto longevo. La sua corteccia è rossiccia, dall'aspetto liscio e che si desquama in piccoli nastri orizzontali al tronco. Le foglie, che spuntano in tarda primavera, in concomitanza all'apertura dei fiori, sono alterne sui rami e di forma ellittica, seghettate al margine. Fiori bisessuali con 5 petali bianchi, numerosi stami ed un solo ovario, riuniti in infiorescenze ombrelliformi. Il frutto, la ciliegia, è una drupa sferica dal nocciolo legnoso, contenente il seme e dalla parte carnosa molto dolce, rossa rubino, adatta ad attirare la sua "preda" che poi contribuirà alla dispersione.
Dove incontrarlo
Lo si trova nei boschi di latifoglie mesofili e nelle foreste dell'Asia minore, Europa e Africa del nord soprattutto in pianura e collina dove si è adattato a diverse situazioni ambientali. All'interno del Parco la sua presenza è legata al bosco misto e alla fascia più bassa delle faggete dove è specie colonizzatrice dei pascoli freschi.
Curiosità
L'uso medicinale del ciliegio risale al 1700, quando si iniziò a distillare e non fermentati i suoi frutti per ottenere una bevanda non alcolica chiamata "acqua di ciliege", eccellente nel guarire tossi violente e pertossi. La fermentazione porta alla produzione del "vino di ciliegie", bevanda dal gusto delicato, molto conosciuto in Francia e in Svizzera. Il legno è pregiato soprattutto per lavori di falegnameria e di tornio, per la facilità di lavorazione e la resistenza all'usura se tenuto lontano da forti sbalzi di temperatura.