Querce - Fagaceae
Genere composto da piante arboree che caratterizza i paesaggi forestali delle zone temperate dell'emisfero nord, risultando spesso dominante nelle fasce di vegetazione che arrivano fino alla media montagna dove segna il passaggio, abbastanza netto, con le Faggete dell'orizzonte superiore. Il loro frutto, la ghianda, è il risultato della lignificazione di più squame fuse a formare una cupola caratteristica che circonda la base di ciascuna noce, il seme vero e proprio.
In Italia sono spontanee una decina di specie. Tipici della regione mediterranea, sono i boschi e le macchie a Leccio (Quercus ilex) latifoglia sempreverde adattata a lunghi periodi di aridità, quindi munita di foglie coriacee e stomi infossati e ricoperti di una fitta peluria che limita la traspirazione dell'acqua, mai così preziosa in questi climi.
Il Parco pur non rientrando nella fascia fitoclimatica mediterranea annovera la presenza di questa specie, anche se la si trova sporadica e a portamento cespuglioso nelle zone rupestri dove è facile riconoscerlo in inverno tra le latifoglie decidue. La lista degli indigeni, benchè naturalizzati comprende anche la Cerro-sughera (Quercus crenata), ibrido tra la quercia da sughero tipicamente mediterranea, che ne ricorda la corteccia particolarmente ispessita, la consistenza e la forma lanceolata delle foglie del Leccio che in questo caso restano verdi sulla pianta fino a primavera, e la ghianda molto somigliante al ben più adattato Cerro. I boschi collinari e sub-montani del Parco sono costituiti da querceti e boschi misti a prevalenza di querce decidue, in particolare di Cerro (Quercus cerris) e di Roverella (Quercus pubescens) associate nelle cenosi più termofile del territorio o con prevalenza della prima specie citata nella fascia sub-montana. Nelle fitocenosi xeriche invece è la Roverella che tende a dominare; essa è facilmente riconoscibile per le foglie simmetricamente lobate e fortemente pubescenti nella pagina inferiore dei rami del primo anno; si associa talvolta alla Rovere (Quercus petraea) ben più rara della precedente ma che tende a formare ibridi con quest'ultima di difficile riconoscimento.