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Marmitta dei Giganti

by PNFC-CAI last modified 2006-10-09 10:01
Contributors: "Itinerari geologico-ambientali nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi"

Le "Marmitte dei giganti" chiamate anche le "pentole dei giganti", sono cavità regolari, di forma grossolanamente cilindrica e dimensioni variabili dai pochi centimetri a 5 - 6 m di diametro, scavate naturalmente nella nuda roccia. Si incontrano frequentemente sul letto dei torrenti, su rocce anticamente ricoperte da ghiacciai e più raramente lungo le coste marine.
Nel Parco, l'unica tipologia rinvenibile è la marmitta torrentizia: essa può essere definita come una "scultura" prodotta nei secoli dall'erosione fluviale. In sostanza le correnti dei ripidi torrenti romagnoli, dotate di notevole energia, hanno usato i ciottoli e altri materiali detritici che l'acqua trasportava da monte verso valle, come scalpelli martellanti sulle rocce secondo traiettorie circolari. Questo fenomeno erosivo ha modellato le antiche sponde e prodotto caratteristiche cavità dalle pareti sinuose, estremamente levigate e che ricordano, nella maggioranza dei casi, dei grandi catini circolari. Attraversando il Rabbi sul ponte a schiena d'asino presso il nucleo di Ponte Nuovo, e proseguendo per il sentiero 317 che fiancheggia la sponda destra del torrente, si può osservare un tratto di greto intensamente modellato dalle acque correnti. Le spalle del ponte sono saldamente appoggiate a un potente strato di arenaria, che per l'elevata resistenza all'erosione crea una strettoia nel greto, seguita da una cascata che si getta in un'ampia e limpida pozza di forma circolare. Quest'ultima è un tipico esempio di "marmitta dei giganti", una forma che si osserva di frequente alla base delle cascate, modellata dal vorticoso movimento delle acque. Oltre la pozza, il corso d'acqua prosegue attraversando una stretta gola negli spessi strati arenacei, tra i quali, poco più a valle, è possibile riconoscere lo Strato Contessa.
Il ponte ci ricorda ancora oggi l'importanza storica della viabilità lungo la valle del Rabbi, che già in epoca romana collegava la Romagna con il Mugello, congiungendosi con la via che risaliva il Montone all'altezza di San Benedetto in Alpe e proseguendo verso il Passo del Muraglione.

 

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