Campigna
L'Abete Bianco e le Abetine
Il sentiero si snoda attraverso una serie di ambienti fortemente caratterizzati dall'impatto antropico. Il primo, riconoscibile per il suo aspetto cupo ed ombroso, è l'Abetina dove il protagonista indiscusso è l'Abete Bianco (Abies alba). Sebbene in Italia siano tutt'ora presenti delle Abetine naturali, questa che percorrete è stata creata dall'opera dell'uomo circa un secolo fa da parte dell'Azienda di Stato Foreste Demaniali. Ne sono testimonianza la coetaneità degli alberi e la mancanza di un sottobosco ricco in giovani individui di abete.
Fortunatamente nel corso del tempo l'influenza dell'uomo sta lentamente attenuandosi, lasciando spazio ad una più naturale gestione del territorio che consente alla vegetazione spontaneamente presente in quest'ambiente, tra cui il Faggio (Fagus sylvatica) e l'Acero Montano (Acer pseudoplatanus), una lenta ricolonizzazione. Grazie al taglio della pista forestale è possibile osservare un altro mondo altrettanto interessante, ovvero il suolo dove se ne distinguono le stratificazioni dovute alla sua trasformazione nel corso del tempo.
Sorpassato l'impianto ci troveremo immersi in un bosco dominato da un'altra conifera: l'Abete Rosso (Picea abies). In Italia questa specie ha un areale di distribuzione decisamente più ampio rispetto a quello dell'Abete Bianco, ma anche in questo caso la sua presenza è imputabile all'azione dell'uomo che lo ha introdotto per la produzione del legno impiegato in falegnameria. Lungo il tragitto, se si fa silenzio e, se siete fortunati, potrete imbattervi in esemplari di Rampichino Alpestre (Certhia familiaris), un uccello il cui nome deriva dalle sue elevate capacità di arrampicatore.
Qua e la sono inoltre individuabili degli accumuli di aghi e ramoscelli che corrispondono ai nidi della Formica Rossa (Formica rufa); è fondamentale rispettare i formicai per salvaguardare questo insetto che rappresenta un nostro valido alleato per contenere la proliferazione di insetti xilofagi, tanto dannosi per gli alberi. Tra quest'ultimi troviamo alcuni coleotteri appartenenti alle famiglie degli scolitidi o dei curculiondi, mentre tra i parassiti dell'Abetina i più temuti sono Fomes annosus e Armillaria mellea.
Proseguendo, il confine tra il rimboschimento e quello del bosco naturale di Faggio vi apparirà molto netto, così come la differenza di vegetazione che colonizza i due versanti; questa disparità è imputabile alla morfologia del territorio e alla struttura delle rocce. Da questa posizione si potranno scorgere esemplari di Tasso (Taxus baccata) ed Agrifoglio (Ilex aquifolium).

