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Badia Prataglia - Capanno

by PNFC-CAI last modified 2006-10-09 14:57

La Faggeta

Questo sentiero risale l'incantevole valle del torrente Archiano d'Isola rivestita da uno spettacolare bosco di Faggio (Fagus sylvatica).Faggeta La Faggeta che si attraversa annovera la presenza di altre essenze arboree tra le quali Pino Silvestre (Pinus sylvestris) e Pino Contorta (Pinus contorta) impiantati più di 150 anni fa, l'Acero di Monte (Acer pseudoplatanus)specie a larga distribuzione che si inserisce bene nell'orizzonte montano, Tigli, Querce e Carpini. L'interno della foresta appare cupo ed ombroso e la poca luce che filtra tra le piante, crea un'atmosfera simile a quella che si trova all'interno di un'antica cattedrale che ha, al posto delle colonne, i tronchi alti e slanciati dei faggi. La scarsità di luce limita fortemente la crescita del sottobosco: nello strato erbaceo troviamo dunque specie amanti dell'ombra e dei suoli umidi come felci, Acetosella (Oxalis acetosella), Anemone dei Boschi (Anemone narcissiflora) e il raro Giglio Martagone (Lilium martagon). Tra le specie più interessanti per la loro rarità citiamo la rarissima Tozzia (Tozzia alpina). Solo nelle zone più aperte troviamo specie come il Lampone (Rubus idaeus) e il Fiore di Stecco (Daphne mezereum).
Il bosco svolge una importante funzione protettiva al suolo che rimane protetto dall'azione erosiva degli agenti atmosferici: la goccia di acqua che cade in una foresta viene infatti intercettata dalle foglie che ne smorzano l'energia e ne favoriscono un graduale assorbimento. Dalla primavera all'estate inoltrata, piccoli ristagni d'acqua possono dare l'occasione di osservare adulti di varie specie di anfibi intenti all'accoppiamento e alla deposizione delle uova, oppure le loro larve che si muovono sul fondo e lungo le sponde. Tra le specie che si possono osservare citiamo i Tritoni Punteggiati e Crestati (Triturus vulgaris, T.carnifex), l'Ulunone dal Ventre Giallo (Bombina pachypus) e ben tre specie di rana: temporaria e agile (Rana temporaria, R. agile).
Prestate attenzione durante il periodo delle fioriture alla Belladonna (Atropa belladonna), pianta da sempre temuta in quanto velenosissima e la cui ingestione, anche di quantità ridotte può portare alla morte.
Giunti nei pressi del torrente ci imbattiamo in un nuovo ambiente dove l'acqua regna padrona con la turbolenza delle sue correnti. Le piante che qui vivono si sono specializzate per offrire la minima resistenza possibile al flusso dell'acqua. Come le piante anche gli animali si sono dovuti adattare per contrastare la corrente. Nelle zone più impetuose si notano strani tubetti di sabbia o frammenti vegetali muoversi lentamente: si tratta di larve di Tricotteri, insetti che da adulti sono simili a piccole farfalle, protette da astucci oltre a Gamberi e Granchi di fiume (Austropotamobius pallipes, Potamon fluviatile).
Il nostro percorso incrocia una fitta rete di sentieri, rete viaria utilizzata storicamente sia dalle popolazioni localmente insediate, sia per scambi religiosi e commerciali. Numerosi sono i manufatti che ancora oggi testimoniano l'intensa frequentazione di questi luoghi tra cui cappelle, croci, maestà oltre ai ponti e passerelle. Uno di questi ponti si trova proprio sul nostro cammino.

Soste:

  1. L'uomo e la foresta
  2. L'acero di monte
  3. L'abieti-faggeta
  4. Il bosco e la protezione del suolo
  5. Piccole pozze
  6. Attenzione pericolo: una "belladonna"
  7. Tra due "macigni"
  8. Il torrente
  9. Un antico ponte
  10. Sotto il faggio

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