Castagno d'Andrea
La civiltà del castagno
In questo itinerario scopriremo il Castagno (Castanea sativa), la pianta sulla quale si basava interamente la sopravvivenza e l'economia dei contadini del luogo.
Il primo gruppo di case incontrate, chiamate "La fonte", costituivano anticamente il comune di Castagno d'Andrea. I materiali utilizzati per la costruzione delle abitazioni, in particolare blocchi e lastre di arenaria rispettivamente per le mura e il tetto vennero prelevati da una coltre di detrito di falda creatasi a seguito di frane: questi fenomeni si sono oggi attenuati anche grazie all'estensione della fascia boschiva. Dalla disgregazione naturale di questa roccia il suolo si arricchisce in sostanze acide considerate ottimali per la crescita del Castagno.
Il Castagneto da frutto o marroneta è facilmente distinguibile dal bosco di latifoglie per la sua monospecificità ma anche per la regolarità con la quale sono distribuite le piante che garantisce loro aria e sole. Alcuni esemplari possono raggiungere dimensioni imponenti, ovvero i 20-25 metri di altezza e diametri intorno al metro. Questi vengono utilizzati come ricovero per piccoli mammiferi come Scoiattoli o Uccelli tra cui l'Allocco, la Poiana, l'Astore (Accipiter gentilis), il Gufo Reale (Bubo bubo), il Picchio Verde, Rosso Maggiore e Muratore (Picus viridis, Picoides major, Sitta europea).
Lungo il sentiero troviamo una serie di opere realizzate dall'uomo: il seccatoio, è una casa in pietra utilizzata per disidratare i marroni da cui ricavare poi la farina; lo stazzo è invece un recinto fatto in pietra, all'interno del quale le greggi venivano radunate la notte per proteggerle dagli attacchi del Lupo (Canis lupus) ed infine il razzio è un luoghi dove emergono rocce scoperte sulle quali stenta ad attecchire una copertura vegetale a causa della forte erosione e della mancata deposizione di suolo. L'ultimo tratto di sentiero è delimitato da due file di pietre; queste testimoniano che il sentiero veniva usato per gli spostamenti del bestiame e per la transumanza delle greggi; il ruolo delle pietre era ovviamente quello di impedire alle pecore di andare a pascolare nella marroneta ed utilizzare le risorse del proprietario del terreno.

