Al Sacro monte de La Verna
Natura, storia, spiritualità
Il castello è costruito in una località strategica lungo la principale via di comunicazione tra l'alta valle dell'Arno e quella del Tevere. La soppressione della podesteria, avvenuta nel 1776, coincise con il suo abbandono ed ad un progressivo degrado dovuto in parte all'asportazione di molte sue pietre per l'edificazione di altre costruzioni.
Dal centro visita del Parco inizia la visita ad uno dei posti più significativi del cristianesimo. Il sentiero che ci apprestiamo a percorrere risale le pendici del Monte de La Verna attraversando la foresta che lo ammanta, la quale annovera una elevata ricchezza floristica, che garantisce mirabili fioriture di Crochi (Crocus napolitanus), Ellebori e Ciclamini, e un'elevata diversità geomorfologica. Al suo interno un numero elevato di Mammiferi ed Uccelli trovano riparo e cibo, in particolare l'Aquila Reale (Aquila chrysaetos), il Capriolo (Capreolus capreolus), la Volpe (Vulpes vulpes), il Tasso (Meles meles), la Faina (Martes foina) e lo Scoiattolo (Sciurus vulgaris).
Il Monte la Verna testimonia l'origine geologica di queste formazioni calcaree: il mare. Ne sono la prova i banchi di calcari organogeni e le calcareniti derivanti dalla cementazione di gusci di minuscoli organismi marini. L'instabilità data dallo strato argilloso posto alla base del rilievo, le infiltrazioni e le precipitazioni atmosferiche hanno portato alla manifestazione di particolari fenomeni di natura carsica tra cui grotte e cavità naturali.
Lungo il sentiero non vi può sfuggire un maestoso esemplare di Cerro (Quercus cerris), la cui presenza è narrata da molto tempo... Nei pressi del convento l'ambiente cambia e si fanno più evidenti i segni e le trasformazioni operate dai Frati nel tempo; ne sono un esempio gli orti destinati alla coltura di erbe speziali per la cura delle malattie e degli ortaggi per la sopravvivenza del convento. Un portone sovrastato da un arco romanico ci introduce al Santuario de La Verna la cui costruzione iniziò nel 1216 e terminò solo nel 1509 grazie a dei contributi concessi dai Consoli dell'arte della Lana di Firenze.

