Tredozio - Lago di Ponte
La natura e le forme del territorio
Questo percorso ci permette di scoprire quale sia il rapporto esistente tra la vegetazione spontanea, clima e geomorfologia, relazione continuamente messo alla prova da migliaia o addirittura milioni di anni di evoluzione. Il sentiero si snoda nell'Alta Valle del Tramazzo una delle più solitarie e selvagge del Parco. La "selvaticità" di questo territorio è però di ritorno e cioè l'uomo ha abitato e sfruttato questi territori fino a qualche decennio fa fino per poi abbandonarli. Il primo punto di osservazione coincide con un luogo fresco e ombroso posto vicino al torrente e in un versante esposto a nord. Su suoli profondi e freschi, vegetano rigogliose molte essenze forestali tra cui riconosciamo il Faggio (Fagus sylvatica), il Carpino bianco (Carpinus betulus), il Ciliegio (Prunus avium), l'Acero Opalo (Acer opalus) ed il Nocciolo (Corylus avellana). Vecchie ceppaie di Castagno (Castanea sativa) testimoniano l'antica presenza di Castagneti. Lungo il sentiero scopriamo un altro mondo, quello baciato dal sole. Qui la natura cambia e così anche le essenze arboree: troveremo Querce, in particolare Cerro e Roverella (Quercus cerris, Q. pubescens), Orniello (Fraxinus ornus) e Carpino Nero (Ostrya carpinifolia). Come si sostituiscono le essenze arboree così fanno quelle erbacee... tipica essenza dei boschi misti di latifoglie è il Brachipodio (Brachipodium pinnatum). Prestate attenzione alle rocce sulle quali camminiamo, in quanto fanno parte della Formazione arenacea-marnosa che così tanto caratterizza il territorio del Parco. Gli alberi in corrispondenza di questi strati rocciosi, a fatica, cercano di colonizzare il versante e la specie che meglio si adatta a queste condizioni avverse è proprio l'Orniello, specie eliofila tollerante l'aridità. Il percorso ci offre un'ampia panoramica sul nostro Appennino che ci appare dominato da una estesa copertura boscosa. A seconda della stagione in cui affrontiamo questa escursione potremo notare la peculiare distribuzione della vegetazione. In particolare dal punto panoramico in direzione del Passo di Tramazzo si può osservare il passaggio tra le due fasce bioclimatiche nelle quali è divisibile il territorio: la fascia montana o della Faggeta e la fascia submontana o dei boschi misti caducifogli. Lo sviluppo della vegetazione è legato ad un altro fattore molto importante: il substrato. In corrispondenza degli strati rocciosi, dove le condizioni sono proibitive e la vita sembra impossibile i Licheni riescono a vegetare. Giunti in corrispondenza del torrente ci troviamo di fronte ad un altro agente modellante del paesaggio: l'acqua. Il torrente è il tipico corso d'acqua di montagna con pendenze notevoli, portata limitata per la maggior parte dell'anno e soggetto a piene improvvise. La forza meccanica generato dagli urti e dallo sfregamento dei detriti, che la corrente trascina, produce numerose forme tra cui le Marmitte dei Giganti, poste alla base di rapide e cascate, che rendono idea dell' incredibile forza delle acque. L'ultima sorpresa di questo sentiero è l'elemento che unisce il mondo vegetale a quello minerale: il Travertino. Questa roccia contiene al suo interno tracce di vita vegetale, attorno alle quali, per precipitazione chimica, si ha la ricopertura con strati calcarei. Queste depositi possono raggiungere dimensioni notevoli come alla "Fonte della Spungazza" lungo il sentiero 211. Il nostro percorso termina in corrispondenza del Lago di Ponte, dopo aver costeggiato i meandri incassati che si insinuano nelle rocce.

