Ridracoli
Dalla Diga a Cà di Sopra
Questo sentiero porta alla riscoperta della Ridracoli e della sua diga. Il villaggio iniziò a decadere verso la fine degli anni cinquanta quando si fece più sentire l'esodo verso le città, dai 251 abitanti di allora se ne contano oggi solo 7.
L'agglomerato di Ridracoli è tagliato in due dal fiume Bidente, ma unito da un ponte ad arco che sostituisce quello in legno crollato nel 1816. Il Bidente di Ridracoli, ramo di mezzo dei tre grossi torrenti che formano il fiume vero e proprio riunisce vari fossi. La diga si è resa necessaria per fornire di acqua potabile oltre 47 Comuni romagnoli e la Repubblica di San Marino, consentendo la riduzione dei prelievi dalle falde. Dal 1988 la Diga è operativa. è lunga 432 metri ed alta 103,5 metri, permette di controllare un volume fino a 33 milioni di metri cubi di acqua.
Sembra che il bacino non abbia condizionato negativamente la diffusione della fauna la quale, in tempi piuttosto rapidi, pare si sia adattata a questo nuovo ambiente. Anzi la pescosità del lago ha richiamato nuovi colonizzatori tra cui l'Airone Cenerini (Ardea cinerea), il Cormorano (Phalacrocorax carbo), la Garzetta (Egretta garzetta) e la Rondine montana (Ptyonoprogne rupestris) che ha deciso di nidificare proprio nei pressi del lago. Trecento metri a valle della diga troviamo il Mulino di sopra o della Teresona, mentre a nord-est le Caselle, località entrambe restaurate da Romagne Acque.
Soste:
- Il fiume
- La diga
- Uno sguardo dalla diga
- La rupe
- La mulattiera, i muretti a secco
- Aspetti botanici
- La Casetta (Ca' Margheritini)
- Fossi e sorgenti
- Ca' di sopra
- La foresta
- La fauna