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Alle cascate dell'Acquacheta

by PNFC-CAI last modified 2006-10-07 09:31

Percorso: San Benedetto - San Benedetto
Percorsi: 407 - 409
Lunghezza: 12 km
Dislivello: 500 m
Tempo di percorrenza: 5h0"

Scarica la cartografia del percorso
Scarica i dati GPS del percorso

Le cascate dell'Acquacheta sono da tempo una tra le mete escursionistiche più apprezzate dell'Appennino tosco-romagnolo. Anche se diversa e distante dalle Foreste Casentinesi "storiche", la piccola valle dell'Acquacheta presenta aspetti naturalistici di sicuro interesse, oltre racchiudere, in un'unica escursione, evidenti contrasti paesaggistici. In particolare attraverseremo il pianoro di Romiti, area prativa percorsa dal placido scorrere a meandri del fiume che bruscamente si interrompe lasciando precipitare le sue acque in un selvaggio anfiteatro roccioso.
L'escursione ripercorre la mulattiera che parte da San Benedetto in Alpe e risale costantemente la sinistra idrografica della valle fiancheggiando il fiume; solo in caso di piena o dopo forti piogge la prima parte del sentiero può presentare tratti fangosi. Tra Ontani e Salici il sentiero costeggia il torrente per poi alzarsi di quota tra le boscaglie di Carpino nero (Ostrya carpinifolia) e Roverella (Quercus pubescens), raramente interrotte da radure, fino ad arrivare al vecchio Mulino. Proseguendo si attraversa un rigoglioso bosco con Faggio (Fagus sylvatica) e Carpino Bianco (Carpinus betulus), per giungere poi alla prima cascata che preannuncia il salto dell'Acquacheta. Tra la vegetazione è possibile scorgere qualche esemplare di Cerro-Sughera (Quercus crenata).
Il versante Sud della valle contrasta nettamente con il versante Nord, coperto di boschi; il primo è caratterizzato da spazi aperti occupati da coltivi e pascoli abbandonati oltre a lastre di roccia denudate dall'erosione. Solo in corrispondenza della cima del Monte del Prato Andreaccio, per il quale passa il sentiero del ritorno, si trova nuovamente un pianoro soleggiato, circondato ovunque da pendici ripide e ammantate da una bella Faggeta.
Per chi desideri una variante di ritorno più lunga e con dislivelli maggiori si consiglia di imboccare il sentiero che tocca i Monti Londa e Prato Andreaccio. Il percorso si snoda attraverso radi Querceti che sfumano in Faggete, offrendo straordinare visioni panoramiche e scorci di ambiente appenninico. Una volta raggiunto il Pian dell'Amadora gli ultimi faggi lasciano il posto al Castagno (Castanea sativa) ed ai Carpini. Si percorre infine una lunga e ripida discesa, che conduce al punto di partenza.

Profilo altimetrico

 

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